EDITORIALE DEL CAOS ( di Barbara Spadini)

EDITORIALI

25 Marzo 2017


Editoriale del Caos

 

Il Caos, nell’accezione greca - se non sbaglio- non è confusione, ma buco nero; è il vuoto primordiale, il silenzio perfetto, l’imbuto che risucchia, la stasi totale prima della generazione, prima del Cosmo, prima di Tutto.

Oggi il caos è rumore, frenesia, corsa contro il tempo, disordine … ma anche incomprensione, affanno, devianza dalle regole, squilibrio generale.

E così mi sento, fra silenzio primordiale e squinternata essenza, in questo Tempo gravoso, difficile, inceppato.

Mi sento impotente, ancora una volta, di fronte ad un terremoto ( quello di Amatrice, Arquata e Accumoli, che mi ha ricordato quello vissuto nel 2012 e il senso di ineffabilità di fronte alla Natura che esplode in tutta la sua spaventosa potenza, quando ho capito quanto ero piccola, fragile e provvisoria).

Mi sento frastornata dai media, nei rimpalli di notizie entro le quali non leggo la verità, ma l’opinione del sistema, atto a violentare la mia mente, aggredita dal pensiero unico, incerta sempre ( sarà una bufala? sarà vero?).

Mi sento affaticata, perché persino la Fede vacilla, né so se il Vescovo di Roma, che dice “scemo” a Gesù, che invita a sposarsi da nonni se ci si sente  immaturi, che incita all’accoglienza misericordiosa pena l’Inferno  e conferisce la Comunione all’Islam sia il “mio” Papa o sia quello di tutti i cristiani cattolici. Sono cattolica? Io non lo so. Lo sapevo, adesso non lo so più.

Non so. Non so. Non so.

Negozi chiusi: saracinesche abbassate con le ragnatele…non aprirà nulla, lì, mai più…o forse sì, non lo so….

Ladri: mancano grondaie, infissi… ma è normale? E’ sempre stato così? E’ peggiorata la situazione? Non lo so, non saprei….

Denari: debito pubblico, banche fallite, imprenditori suicidi, contratti non rinnovati, borse in calo, lavoro flessibile, pensioni-miraggio, liquidazioni congelate, mutui insoluti, consumi in decrescita… è vero? Non è vero? Opinioni, verità, congetture? Non lo so, non saprei, boh….

Idee: “ va tutto bene” (Renzi); “siamo quasi a rotoli” (economisti internazionali); “ non è vero che gli immigrati sono un peso” (Boldrini e compagnia);“ …picchiano, protestano, violentano, pretendono” (cronache varie locali, sui giornali di provincia);” le scie chimiche sono una bufala” (anti complottisti); “alzate gli occhi al cielo, cretini!” ( io, quando le vedo e mi chiedo perché gli altri dicono che sono le emissioni degli aerei di linea); “ i vaccini bisogna farli e anche gli esami di prevenzione” (ministero della sanità); “ attenzione alla mammografia, perché induce cancro al seno”- “ mio figlio è diventato autistico a causa della vaccinazione”(cronache locali, riviste scientifiche indipendenti);” mangia vegano, è sano e  corretto verso il tuo corpo e la natura, rispettiamo gli animali” - ” bambino di 18 mesi rischia di morire perché nutrito di soli vegetali ...pesa la metà di un bambino normale”

(cronache di qualche settimana fa);“ non ti metteranno mai il microchip, sei matto?”

( anticomplottisti); “ chiedetevi come mai hanno obbligato a chippare cani e animali d’affezione…non si rintracciano attraverso il microchip se si allontanano…è stata una sperimentazione prima di impiantarlo sull’uomo…vedrete, c’è gente che già ce l’ha…”

( complottisti)…

Potrei andare avanti fino a domani, in un rimbalzo di Caos inteso come confusione, come instabilità, come disagio….

Mi rinchiudo invece nel Caos alla greca: nel silenzio primordiale, che tanto assomiglia alla bambagia, ad una culla, all’acqua profonda.

Penso ai morti, alle case crollate, alla desolazione di questa guerra senza armi, una desolazione spettrale, dove uomini senza identità giocano ai Pokémon per non pensare, dove giovani cannaioli e birromani senza un domani ci urlano che chi non è “l’altro” è “nazifà” o dove chi muore non è degno di funerale di stato, a meno che non sia un profugo; dove le istituzioni restano volutamente  impotenti, lasciando correre i misfatti in nome dell’integrazione e del rispetto; dove donne velate si dicono libere e donne senza velo cedono alla violenza, ma si dicono tutto sommato vittime di inconsapevoli usi e costumi altrui. Mentre si ergono tendopoli ai terremotati nuovi  e in questi giorni gli ultimi sfortunati reduci del terremoto del 2012 si vedono consegnare le loro case, quattro anni dopo, ci sono albergatori che si scusano se hanno preferito riempire gli alberghi di immigrati perché avrebbero perso la stagione, visto che gli italiani fanno vacanze al risparmio. E, mentre tutto questo è ormai cronaca di un normale vivere, dentro il Caos nostrano all’italiana, questo nuovo numero de “La civetta” vuole essere un atto scritto di ribellione, una proposta, una fucina di idee e di denuncia, ma anche una risposta al buonismo, al pensiero unico  deferente al sistema e un’alternativa alla settimana enigmistica , che la pubblicità osanna come antidoto unico al rincoglionimento totale. Non è vero. O forse è vero? Io non lo so…

 

In Mantua, 21 settembre 2016

Il presidente

Barbara Spadini     

 



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